venerdì 12 agosto 2011

10 agosto - Davide e Golia

Ci sono molti aspetti del viaggio che amiamo, ma forse, quello che amiamo di più, è la scoperta.
Passiamo la mattinata a percorre i 10 km che costituiscono il perimetro di Uluru cercando di cogliere col massimo rispetto lo spirito di questo luogo sacro. La camminata è piacevole, la giornata è soleggiata ma fresca e siamo circondati da alberi e animali che vivono in pace. Questa serenitá nell'approccio stride con una scena che ci si presenta: decine di persone che, aggrappandosi a un precario corrimano, intraprendono la scalata del monte, nonostante cartelli dappertutto lo sconsigliano vivamente, lasciando alla sensibilitá di ciascuno la scelta. Il fatto è che questo luogo è sacro e solo gli iniziati possono anche solo toccarlo.. è come pretendere di entrare a San Pietro in bikini! In aggiunta a questa prima motivazione c'è n'é una un pero' più concreta: la scalata è pericolosa e per qualcuno è stata mortale.
Ma arriviamo alla scoperta di oggi: Kata Tjuta. Snobbato da guide e tour operator, decidiamo fare un salto a vedere questo luogo ne pomeriggio. Iniziamo con la passeggiata più breve (50 minuti) e ci troviamo in una gola di rocce rosse percorsa da un piccolo ruscello che crea magicamente intorno a sé una striscia di verde. L'appetito vien mangiando e decidiamo di fare un altro percorso composto da 2 tappe. La camminata è leggermente più impegnativa e la strada inizia a salire... il paesaggio che si apre davanti a noi ci ricompensa in pieno di questa fatica aggiuntiva: ampie vallate e gole punteggiate di verde, ripide pareti che assumono tutte le tonalitá di rosso grazie al sole del pomeriggio.. siamo alla prima tappa e, nonostante non abbiamo molto tempo prima che tramonti il sole, decidiamo di camminare anche i successivi 1.6 km fino alla seconda tappa. Man mano che la gente se ne va a vedere il tramonto, rimaniamo sempre più soli e sempre piú immersi in una natura incontaminata.. riusciamo a sentire il rumore del vento e il canto degli uccellini che iniziano a sbucare. La salita é sempre più impegnativa (w gli scarponcini Merrel!) ma la meta si avvicina e non possiamo tornare indietro. Lo stupore che ci prende all'arrivo della seconda tappa è immenso. Siamo al termine di una gola, stretti tra 2 altissime pareti di roccia e vediamo sotto di noi una valle incantata inondata dalla luce del sole che scende. La cosa che rende il tutto ancora più bello è che siamo totalmente soli a godere di tutto ció.
Diamo un ultima occhiata e con passo sostenuto andiamo anche noi a godere del tramonto su questi monti, sicuri che qui la folla sará decisamente inferiore di quella presente nello stesso istante a guatdare Uluru. Certamente questo magico luogo ci ha lasciato nel cuore qualcosa di speciale e inatteso, più di quello che ci ha lasciato una Uluru piena di aspettative.

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