Ci svegliamo di buon mattino e, dopo una buona colazione vista fiordi, partiamo a bordo del nostro Terios verso il cuore simbolo della Patagonia. Sulla strada verso il parco (ovviamente sterrata) incontriamo la caverna del milodonte, un giga bradipo preistorico vissuto fino all'era del disgelo, che tanto volevamo vedere per colpa di Chatwin. La caverna è gigantesca e possiamo immaginare quanto potesse essere desiderabile per i primi umani tanto da mandare via il povero milodonte.
Continiamo la nostra strada che si inerpica su strade innevate facendoci scorgere panorami stupendi. Dopo un paio d'ore arriviamo alle porte del parco e ci dirigiamo verso il lago Grey. Le montagne si innalzano dal nulla della pianura o sembrano spuntare dagli innumerevoli laghi... In ogni caso l'effetto è impressionante. Facciamo una passeggiata sulla riva del lago per vedere gli iceberg che galleggiano; anche se meno numerosi ripetto al passato, è comunque una cosa straordinaria!
Riprendiamo la nostra strada e Michi vuole scendere dalla macchina per salutare un cavallo bianco che pascola imperturbabile, il tempo di una foto e ripartiamo.
Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è sempre più bello e ad ogni curva corrisponde un'espressione di meraviglia, vuoi per le torri che si riflettono sul lago, un condor che vola sulle nostre teste o un puma (o una volpe?) che scappa in mezzo al prato, in ogni caso rimaniamo costantemente senza fiato.
I guanachi ci accompagnano fino alla deviazione per vedere le torri da un'altra angolatura e poi fino al tramonto sulla strada verso l'Indigo, dove ci attende, ma noi ancora non lo sappiamo, un massaggio decontratturante di Rosita e un idromassaggio sul tetto.
sabato 18 agosto 2012
16 Agosto: il milodonte e Torres del paine
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