Fino al nostro atterraggio a Punta Arenas (alle 16) non è successo nulla di interessante, a parte la triste scoperta di un cerchione ammaccato al momento di restituire l'odiata Accent.
Noleggiamo un Daihatsu Terios con le gomme chiodate e ci dirigiamo a Puerto Natales.
La strada che stiano percorrendo non è una semplice strada, ma il mezzo con cui ripercorriamo le emozioni dei pionieri... senza cavallo e con il riscaldamento...
Basta dire che stiamo costeggiando lo stretto di Magellano, tra due oceani e ghiacci perenni, ai limiti della terra conosciuta. Il brullo paesaggio desertico ci ricorda a tratti il bush australiano e il primordiale istinto nomade nella ricerca di qualcosa, che poi, si trova immancabilmente in noi stessi. É strano come cerchiamo di riempire le nostre vite di oggetti e poi è nell'errare senza niente che ci si ritrova.
Tutti questi pensiero si srotolano sullo sfondo di un tramonto che sembra non finire e al calar della sera arriviamo all'Indigo Patagonia, uno dei 100 hotel più belli al mondo (almeno così dice il libro di Elena). Va bene lo spirito avventuriero, ma ogni tanto bisogna concedersi un pò di benessere.
venerdì 17 agosto 2012
15 Agosto: in Patagonia
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