L'obiettivo di oggi è farci piacere questa città: se non ci piace oggi, non l'ameremo mai più.
Iniziamo con l'andare al palazzo della Moneda, originariamente zecca di stato, poi palazzo presidenziale. È qui che morì Salvador Allende l'11 settembre 1973. 11 settembre, tutto il mondo si ricorda solo un 11 settembre,ma questo ha segnato l'inizio della terribile dittatura di Pinochet e di un genocidio durato quasi 20 anni. Le persone semplicemente sparivano... per essere torturate solo per la colpa di essere poeti o insegnanti o lavoratori iscritti al sindacato.
La sensazione in questa cittá è che sia sotto assedio: i carabineros del chile sono dappertuto, a piedi, in macchhina e a cavallo... Davanti a la Moneda sfoggiano le loro abilitá in un esercizio di dressage.
Per il pranzo vogliamo visitare il quartiere Providencia, il quartietr "in" della cittá e qui drammaticamente riconfermiamo che Santiago la domenica è una cittá morta. Tutti i ristoranti sono chiusi e, grazie all'aiuto della guida, scoviamo l'unico aperto: un ristorante prettamente vegetariano in cui si concentra la Santiago bene, tanto che siamo costretti dalla fame a mangiare all'aperto.
Nel pomeriggio facciamo una passeggiata nel Cerro Santa Lucia , un parco collinare cittadino nel quale si appartano le coppiette per scambiarsi effusioni amorose.
Da qui, Darwin disse che si godeva di una magnifica vista, ma noi vediamo solo palazzoni, inquinamento e la cittá decadente ai nostri piedi.
La giornata si rianima solo con l'acquisto della tazza di Starbuks e una piccola sessione di shopping.
Santiago, ci dispiace, non ci siamo innamorati di te.
martedì 21 agosto 2012
19 Agosto: la seconda volta di Santiago
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