Il nostro terzo giorno di esplorazione dei parchi del deserto di Atacama inizia ad un orario piú umano: ore 7.00.
La nostra guida Vladimir, in arte Vlas, e il nostro autista di fiducia Wilson, detto Chalaco (il pesce piú veloce del Pacifico), sono puntuali e gentili come il giorno prima.
Arriviamo al Salar de Atacama e iniziamo la giornata con una passeggiata tra i fenicotteri rosa abitanti di queste lagune. I fenicotteri, splendidi uccelli ora protetti, hanno rischiato l'estinzione fino a pochi anni fa, in quanto preda di uomini, volpi e cavallette divoratrici di uova. tra una foto e l'altra impariamo come si sia fotmato questa distesa di sale e altri minerali in mezzo ai vulcani e prima di dirigerci nel successivo parco, sulle montagne, ci godiamo un'abbondante colazione.
Ci appisoliamo e al nostro risveglio rimaniamo senza fiato per 2 motivi: il primo è che siamo a 4.300 metri e il secondo è il magnifico panorama che si apre davanti a noi: vulcani innevati, distese di sale, roccie rossastre tra cui nascono piccoli arbusti e un lago dal verde scintillante. Passeggiamo tra queste meraviglie tentando invano di rinchiuderle in qualche foto. I colori cambiano ad ogni sguardo e l'ampiezza del paesaggio non finisce mai.
Chalaco ci ha preceduto in una insenatura protetta dal vento e ci ha preparato il pranzo...e sono giá le 3.. Sulla via del ritorno visitiamo un paio di tipici villaggi di minatori e capiamo perchè esistessero un tempo bambine che raccontavano i film.
La sera ceniamo un po' infreddoliti.. qui non conoscono il riscaldamento a parte qualche faló in mezzo ai tavoli dei ristoranti e una stufa ogni tanto.
Torniamo al nostro lodge che si trova fuori dal paese e ammiriamo per l'ultima sera la volta celeste che ci circonda. Le stelle sono dappertutto, la via lattea sembra un fiume in piena e giochiamo ad indovinare la croce del sud.
sabato 11 agosto 2012
8 Agosto: La bellezza che lascia senza fiato
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