Non possiamo certo dire che il nostro hotel di Vina del mar sia di classe o lussuoso, ma possiamo affermare con certezza che il suo proprietario è una fenomenale guida turistica, come giá avevamo capito la sera prima, quando ci ha consigliato una zona carina dove mangiare, nemmeno citata dalla Lonely. Subito dopo la colazione ci aspetta nella terrazza mappa, carta, penna e tesseea della metro e, in men che non si dica, disegna la nostra giornata. Iniziamo prendendo l'autobus 612 che, dopo aver costeggiato il mare, inizia a inerpicarsi per i colli di Valpo, lasciandoci davanti alla casa di Neruda. La fermata ci viene indicata da una ragazza che, per essere sicura di non sbagliare, chiama il "mi Amor". La casa di Neruda ci colpisce per la sua particolare architettura "cielo-terra" su cinque piani e la fantastica vista sulla città e sul mare. Riprendiamo l'autobus, ma questa volta l'esperienza é piú simile alle montagne russe: gente appesa alle manigle mentre l'autista accelera in curva, ragazzini con la divisa della scuola che urlano e ridono, signore con la busta della spesa che cercano di sopravvivere. Ci fermiamo nella zona storica della città, caratterizzata dalle casette colorate che si inerpicano sulla collina e dai numerosi acensori. Ne prendiamo uno per godere della vista panoramica della città. Consultiamo mappa e guida e decidiamo che è giunta l'ora di prendere la metro per tornare a Vigna del Mar e visitare il museo delle civiltá precolombiane...oltre al Moai portato dall'Isola di Pasqua.
Abbiamo il tempo per l'ultimo pisco sour e sashimi al tramonto prima di dirigerci a Santiago.





Nessun commento:
Posta un commento